Keloid - Cheloide
https://it.wikipedia.org/wiki/Cheloide
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References
Keloid 29939676 NIH
I cheloidi si formano a causa di una guarigione anomala dopo lesioni o infiammazioni cutanee. Fattori genetici e ambientali ne favoriscono lo sviluppo, con incidenza più alta negli individui dalla pelle più scura di origine africana, asiatica e ispanica. Si verificano quando i fibroblasti diventano iperattivi, producendo collagene e fattori di crescita in eccesso, con conseguente formazione di grandi fasci di collagene anomalo, denominati collagene cheloide, e un aumento dei fibroblasti. Clinicamente, i cheloidi appaiono come noduli duri e gommosi nelle aree precedentemente ferite. A differenza delle cicatrici normali, si estendono oltre il margine originale del trauma. I pazienti possono avvertire dolore, prurito o bruciore. Sono disponibili diversi trattamenti, tra cui iniezioni di steroidi, crioterapia, chirurgia, radioterapia e terapia laser.
Keloids result from abnormal wound healing in response to skin trauma or inflammation. Keloid development rests on genetic and environmental factors. Higher incidences are seen in darker skinned individuals of African, Asian, and Hispanic descent. Overactive fibroblasts producing high amounts of collagen and growth factors are implicated in the pathogenesis of keloids. As a result, classic histologic findings demonstrate large, abnormal, hyalinized bundles of collagen referred to as keloidal collagen and numerous fibroblasts. Keloids present clinically as firm, rubbery nodules in an area of prior injury to the skin. In contrast to normal or hypertrophic scars, keloidal tissue extends beyond the initial site of trauma. Patients may complain of pain, itching, or burning. Multiple treatment modalities exist although none are uniformly successful. The most common treatments include intralesional or topical steroids, cryotherapy, surgical excision, radiotherapy, and laser therapy.
Keloid treatments: an evidence-based systematic review of recent advances 36918908 NIH
La ricerca attuale suggerisce che gel o fogli di silicone, associati alle iniezioni di corticosteroidi, rappresentano il trattamento iniziale di scelta per i cheloidi. Possono essere considerati anche trattamenti aggiuntivi, come 5‑fluorouracile (5‑FU), bleomicina o verapamil intralesionali, sebbene la loro efficacia vari. La terapia laser, se combinata con iniezioni di corticosteroidi o steroidi topici sotto occlusione, può migliorare la penetrazione dei farmaci. Per i cheloidi recalcitranti, la rimozione chirurgica seguita da radioterapia immediata si è dimostrata efficace. Infine, è stato dimostrato che l’uso di fogli di silicone e di pressoterapia riduce il rischio di recidiva dei cheloidi.
Current literature supports silicone gel or sheeting with corticosteroid injections as first-line therapy for keloids. Adjuvant intralesional 5-fluorouracil (5-FU), bleomycin, or verapamil can be considered, although mixed results have been reported with each. Laser therapy can be used in combination with intralesional corticosteroids or topical steroids with occlusion to improve drug penetration. Excision of keloids with immediate post-excision radiation therapy is an effective option for recalcitrant lesions. Finally, silicone sheeting and pressure therapy have evidence for reducing keloid recurrence.
Keloids: a review of therapeutic management 32905614 NIH
Attualmente non esiste un trattamento unico per tutti che garantisca un tasso di recidiva costantemente basso per i cheloidi. Tuttavia, le opzioni in crescita, come l'uso dei laser in combinazione con gli steroidi o l'associazione di 5-fluorouracil(5-fluorouracile) con gli steroidi, si stanno rivelando promettenti. La ricerca futura potrebbe concentrarsi sull'efficacia di nuovi trattamenti, come l'innesto di grasso autologo o le terapie basate su cellule staminali, per la gestione dei cheloidi.
There continues to be no gold standard of treatment that provides a consistently low recurrence rate; however the increasing number of available treatments and synergistic combinations of these treatments (i.e., laser-based devices in combination with intralesional steroids, or 5-fluorouracil in combination with steroid therapy) is showing favorable results. Future studies could target the efficacy of novel treatment modalities (i.e., autologous fat grafting or stem cell-based therapies) for keloid management.
Scar Revision 31194458 NIH
Le cicatrici sono una parte comune del processo di guarigione dopo le lesioni cutanee. Idealmente, dovrebbero essere piatte, sottili e del colore della pelle circostante. Molti fattori possono compromettere la corretta guarigione della ferita, come infezioni, ridotto flusso sanguigno, ischemia e traumi. Le cicatrici spesse, più scure della pelle adiacente o che si restringono eccessivamente possono causare problemi significativi sia a livello funzionale che emotivo.
Scars are a natural and normal part of healing following an injury to the integumentary system. Ideally, scars should be flat, narrow, and color-matched. Several factors can contribute to poor wound healing. These include but are not limited to infection, poor blood flow, ischemia, and trauma. Proliferative, hyperpigmented, or contracted scars can cause serious problems with both function and emotional well-being.
Le cicatrici cheloidi si osservano più frequentemente nelle persone di origine africana, asiatica o ispanica. Le persone di età compresa tra 10 e 30 anni hanno una maggiore tendenza a sviluppare un cheloide rispetto agli anziani.
Anche se di solito si verificano nella sede della lesione, i cheloide (keloid) possono anche insorgere spontaneamente. Possono comparire nella zona di un piercing e anche a seguito di qualcosa di semplice come un brufolo o un graffio. Possono verificarsi dopo gravi cicatrici causate da acne o varicella, infezione nel sito della ferita, traumi ripetuti in un’area, eccessiva tensione cutanea durante la chiusura della ferita o presenza di corpo estraneo nella ferita.
Cicatrici cheloidi possono svilupparsi dopo un intervento chirurgico. Sono più comuni in alcune sedi, come la parte centrale del torace (da una sternotomia), la schiena e le spalle (di solito derivanti dall’acne) e i lobi delle orecchie (da piercing). Possono comparire anche sui piercing. Le aree più frequenti sono i lobi delle orecchie, le braccia, la regione pelvica e la zona sopra la clavicola.
I trattamenti disponibili sono pressoterapia, rivestimento in gel di silicone, triamcinolone acetonide intralesionale, criochirurgia, radioterapia, terapia laser, interferone, 5‑FU ed escissione chirurgica.
○ Trattamento
Le cicatrici ipertrofiche possono migliorare con 5‑10 iniezioni intralesionali di steroidi a intervalli di 1 mese.
#Triamcinolone intralesional injection
Il trattamento laser può essere provato per l'eritema associato a cicatrici, ma le iniezioni di triamcinilone possono anche migliorare l'eritema appiattendo la cicatrice.
#Dye laser (e.g. V-beam)